Esattamente trenta lune sono intercorse tra l’ultimo abbaglio regalato dall’uomo forgiato dai Carpazi e il lampo fulmineo sceso dal cielo, proveniente da una palla liftata di Panozzo, che squarcia Cuggiono al minuto 92 di gioco. Nel mentre: una squalifica, la pandemia, un’annata partita e continuata non nel miglior modi. Eppure, tra gioie e dolori, era lì a timbrare la sua presenza come un lottatore votato alla causa: come facevano loro, gli antichi Valacchi, indomiti guerrieri forgiati dai ghiacci e dalle bufere. E di bufere, in queste 25 giornate sin qui giocate, Valentin Ana Petre ne ha dovute passare parecchie prima di ritrovare la sua momentanea rinascita. Era la Pasqua del Signore anno 2022, quella che arriva una settimana dopo per i seguaci del rito ortodosso, quando decide di abbandonare festa e famiglia per stare vicino a una Folgore Legnano che sente di non voler abbandonare. Sa che non giocherà e, molto probabilmente, nemmeno poggerà i suoi scarpini su quel rettangolo verde. Poco importa. Forse anche per questo che la Folgore quella domenica riesce a recuperare a Canegrate.
Quando però, dopo due domeniche, la Folgore si gioca a Cuggiono la salvezza e si trova sotto di una rete, la Provvidenza lo illumina e lo incensa di balsami purificatori: la sua Pasqua coincide al 92′ proprio su quella palla lanciata da Panozzo sulla sinistra.
Presa di posizione. Stacco in cielo. Colpo di testa. Palla in rete.
Forse proprio così, dopo trenta lune da quel Folgore Legnano – Turbighese, in un’altra stagione dove la Folgore doveva salvarsi, ha deciso di risalire in cattedra per ascendere di nuovo in cielo.
L’uomo dei Carpazi. L’uomo della Provvidenza.
Cuggiono – Folgore Legnano: 1 a 1!
